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Circolo Dipendenti
Gruppo Cattolica di Assicurazioni
Via U. Bassi, 5
37126 - Verona
tel. e fax - 045 8301990
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CRONACA
DI UN FINE SETTIMANA AD ASIAGO
Il
nuovo Direttivo del Circolo ha organizzato la sua prima uscita
con un fine settimana nello splendido altopiano di Asiago
per gli appassionati dello sci da fondo/discesa ma anche per chi
voleva rilassarsi o fare delle passeggiate sulla neve.
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Storia e costumi
di un luogo di antiche tradizioni
Asiago d'inverno
è affascinante, magica, serena e piena di possibilità per tutti.
Infatti Asiago, centro di grande interesse e di lunga tradizione
turistica, tutto l'anno propone momenti culturali, strutture adeguate
e servizi di qualità per una vacanza piena, salutare ed entusiasmante, da vivere
in tutta libertà e spensieratezza.
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D'inverno si può
sciare in 22 zone con 70 impianti di risalita e ben 300 Km
di piste battute e patinate per il fondo. Scuole Nazionali
di Sci per discesa e fondo. Palestre, piscine coperte e riscaldate,
stadio del ghiaccio. Locali caratteristici, prestigiose boutique
di ogni genere.... e soprattutto 8-9 ore di sole al giorno.
Lo spettacolo della natura incontaminata tra , boschi e malghe.
Un'atmosfera magica e quasi fiabesca.Tutto questo si può vivere
durante un bianchissimo inverno ad Asiago, un paradiso
per chi ama la montagna.
Trascorrere un inverno,
o anche soltanto pochi giorni di relax, sull'Altopiano
di Asiago significa cogliere in pieno lo spirito di una
vera e propria vacanza. La bellezza maestosa di questi luoghi,
unita alla quiete che circonda ogni cosa e alla vicinanza
dai centri abitati, il capoluogo dista una cinquantina di
chilometri e più vicine ancora sono Bassano e Thiene, fanno
dell'Altopiano il sito ideale per ogni tipo di esigenza. Lungo
le piste che attraversano Campomulo, Malga Moline, il Kaberlaba
e l'Ortigara, praticare lo sci da fondo è non solo uno
sport, ma un vero rito con le sue regole da rispettare. L'aria
fredda e pungente delle vette si arricchisce dei profumi forti
dei boschi di vegetazione sempreverde che regalano a questi
luoghi scorci di paesaggio nordico che sono valsi loro l'appellativo
di Finlandia d'Italia.
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Chi ama la fotografia
naturalistica, o la contemplazione degli immensi e maestosi panorami
alpini, troverà qui il suo personale paradiso: da Cima d'Asta al
Sass de Mura fino alle più lontane vette della Marmolada, dell'Adamello,
del Bernina e dell'Ortles. L'Altopiano è forse l'unico luogo alpino
d'Italia in cui si fondono assieme storia, bellezza paesaggistica
e quiete immacolata. Oggi Asiago è il centro di un reticolo immenso
di percorsi che fanno capo a una decina di punti chiave per lo sci
da fondo, tra cui vale la pena ricordare quelli di Gallio e di Enego
Marcesina.
Uno degli itinerari
più suggestivi parte proprio da Gallio, sale a Campomulo, tocca
la Malga Mandrielle e arriva al Buso del Diavolo. A Malga Moline
si incontra il rifugio Adriana dal quale i più esperti e allenati
possono salire ancora verso il bivio Italia e raggiungere i 2.106
metri dell'Ortigara per godere di un panorama mozzafiato. Un altro
itinerario, più adatto a chi ha già una parziale conoscenza dei
luoghi, è quello che porta da Campolungo verso il confine con il
Trentino e il Passo Vezzena, un percorso lungo 16 chilometri costellato
di malghe alpine, impegnativo per la fatica che richiede, ma assolutamente
generoso in fatto di panorama e silenzio. |
La Storia di Asiago
Fino all'epoca romana
e medioevale sembra che il territorio fosse utilizzato dall'uomo
per la caccia e per la raccolta di materiale litico. Per l'Altopiano
un evento storico importante fu la migrazione intorno all'anno mille
di coloni bavaresi in cerca di terre e boschi. Furono questi che
costruirono per primi attività agropastorali e si dedicarono anche
allo sfruttamento dei boschi. I coloni bavaresi, chiamati poi Cimbri,
diedero vita agli attuali paesi e ad una federazione di comuni:
per cinque secoli i Sette Comuni vennero governati da una Reggenza
che si mantenne sempre autonoma politicamente e amministrativamente
dalle dominazioni esterne.
I sette comuni si
allearono con gli Ezzelini, gli Scaligeri, i Visconti. Nel 1404
si unirono alla Repubblica Serenissima di Venezia, seguendo l'esempio
della stessa città di Vicenza. Nel 1815, con Napoleone, l'Altopiano
perse la sua indipendenza. Un secolo più tardi l'Altopiano fu segnato
dall'evento più importante e devastante della sua storia, la Grande
Guerra. Il Trentino faceva parte dell'Impero autro-ungarico e l'Altopiano
di Asiago si trovava proprio sul confine. L'intera provincia di
Vicenza venne dichiarata zona di guerra e tutta la popolazione dei
Sette comuni venne sfollata. Come raccontano centinaia di libri
e di immagini storiche, le cime e i boschi altopianesi videro morire
migliaia e migliaia di soldati da ambedue le parti, quella italiana
e quella austriaca.
Tra le battaglie
più sanguinose quella tristemente famosa del giugno 1917, sul Monte
Ortigara, dove in 12 giorni caddero 28.000 soldati italiani e 9.000
austriaci. A testimonianza imperitura di quella drammatica guerra
esistono ora il monumentale Ossario di Asiago e il museo di Canove
di Roana. |
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La nostra giornata
Ci siamo trovati
in 39 persone tra colleghi e simpatizzanti e siamo stati ospitati
da Venerdi 7 a Domenica 9 nell'hotel Erica a pochi passi dalla via
principale del paese di Asiago dove abbiamo avuto occasione di poter
visitare in tutta tranquillità i vari negozi e gustare i prodotti
locali o rifugiarsi in qualche locale per bere qualcosa di caldo.
Le giornate accompagnate
da un fulgido sole sono state vissute in modo intenso e dopo la
colazione i vari gruppi partivano per andare a sciare chi per le
piste di Campomulo, chi per Campolungo o per le piste dei campi
da golf che tra l'altro ospiteranno i campionati mondiali di sci
da fondo. Tra una sciata e l'altra si è avuta occasione di fermarsi
nell'ampia terrazza a chiacchierare e prendere il sole o dentro
al rifugio per gustare panini e bevande.
Al ritorno, dopo
una doccia ristoratrice, si cenava in un ambiente accogliente
con i tipici piatti del luogo e in 4 gruppi di tavoli in modo
da poter favorire l'aggregazione. Dopo cena ci si trovava nella
sala soggiorno per chiacchierare, rilassarsi con una partita a
carte, con altri giochi oppure assistendo alle stravaganti prestazioni
del mago Gigi (Facincani) il quale riusciva ad allietare i convenuti
con piacevoli suonate al piano o alla chitarra.
a
cura di Giuseppe Meglioranzi
e Michele Zamboni
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