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CRONACA DI UN FINE SETTIMANA AD ASIAGO

Il nuovo Direttivo del Circolo ha organizzato la sua prima uscita con un fine settimana nello splendido altopiano di Asiago per gli appassionati dello sci da fondo/discesa ma anche per chi voleva rilassarsi o fare delle passeggiate sulla neve.

Storia e costumi di un luogo di antiche tradizioni

Asiago d'inverno è affascinante, magica, serena e piena di possibilità per tutti. Infatti Asiago, centro di grande interesse e di lunga tradizione turistica, tutto l'anno propone momenti culturali, strutture adeguate e servizi di qualità per una vacanza piena, salutare ed entusiasmante, da vivere in tutta libertà e spensieratezza.

D'inverno si può sciare in 22 zone con 70 impianti di risalita e ben 300 Km di piste battute e patinate per il fondo. Scuole Nazionali di Sci per discesa e fondo. Palestre, piscine coperte e riscaldate, stadio del ghiaccio. Locali caratteristici, prestigiose boutique di ogni genere.... e soprattutto 8-9 ore di sole al giorno. Lo spettacolo della natura incontaminata tra , boschi e malghe. Un'atmosfera magica e quasi fiabesca.Tutto questo si può vivere durante un bianchissimo inverno ad Asiago, un paradiso per chi ama la montagna.

Trascorrere un inverno, o anche soltanto pochi giorni di relax, sull'Altopiano di Asiago significa cogliere in pieno lo spirito di una vera e propria vacanza. La bellezza maestosa di questi luoghi, unita alla quiete che circonda ogni cosa e alla vicinanza dai centri abitati, il capoluogo dista una cinquantina di chilometri e più vicine ancora sono Bassano e Thiene, fanno dell'Altopiano il sito ideale per ogni tipo di esigenza. Lungo le piste che attraversano Campomulo, Malga Moline, il Kaberlaba e l'Ortigara, praticare lo sci da fondo è non solo uno sport, ma un vero rito con le sue regole da rispettare. L'aria fredda e pungente delle vette si arricchisce dei profumi forti dei boschi di vegetazione sempreverde che regalano a questi luoghi scorci di paesaggio nordico che sono valsi loro l'appellativo di Finlandia d'Italia.

 

 


Chi ama la fotografia naturalistica, o la contemplazione degli immensi e maestosi panorami alpini, troverà qui il suo personale paradiso: da Cima d'Asta al Sass de Mura fino alle più lontane vette della Marmolada, dell'Adamello, del Bernina e dell'Ortles. L'Altopiano è forse l'unico luogo alpino d'Italia in cui si fondono assieme storia, bellezza paesaggistica e quiete immacolata. Oggi Asiago è il centro di un reticolo immenso di percorsi che fanno capo a una decina di punti chiave per lo sci da fondo, tra cui vale la pena ricordare quelli di Gallio e di Enego Marcesina.

Uno degli itinerari più suggestivi parte proprio da Gallio, sale a Campomulo, tocca la Malga Mandrielle e arriva al Buso del Diavolo. A Malga Moline si incontra il rifugio Adriana dal quale i più esperti e allenati possono salire ancora verso il bivio Italia e raggiungere i 2.106 metri dell'Ortigara per godere di un panorama mozzafiato. Un altro itinerario, più adatto a chi ha già una parziale conoscenza dei luoghi, è quello che porta da Campolungo verso il confine con il Trentino e il Passo Vezzena, un percorso lungo 16 chilometri costellato di malghe alpine, impegnativo per la fatica che richiede, ma assolutamente generoso in fatto di panorama e silenzio.


La Storia di Asiago

Fino all'epoca romana e medioevale sembra che il territorio fosse utilizzato dall'uomo per la caccia e per la raccolta di materiale litico. Per l'Altopiano un evento storico importante fu la migrazione intorno all'anno mille di coloni bavaresi in cerca di terre e boschi. Furono questi che costruirono per primi attività agropastorali e si dedicarono anche allo sfruttamento dei boschi. I coloni bavaresi, chiamati poi Cimbri, diedero vita agli attuali paesi e ad una federazione di comuni: per cinque secoli i Sette Comuni vennero governati da una Reggenza che si mantenne sempre autonoma politicamente e amministrativamente dalle dominazioni esterne.

I sette comuni si allearono con gli Ezzelini, gli Scaligeri, i Visconti. Nel 1404 si unirono alla Repubblica Serenissima di Venezia, seguendo l'esempio della stessa città di Vicenza. Nel 1815, con Napoleone, l'Altopiano perse la sua indipendenza. Un secolo più tardi l'Altopiano fu segnato dall'evento più importante e devastante della sua storia, la Grande Guerra. Il Trentino faceva parte dell'Impero autro-ungarico e l'Altopiano di Asiago si trovava proprio sul confine. L'intera provincia di Vicenza venne dichiarata zona di guerra e tutta la popolazione dei Sette comuni venne sfollata. Come raccontano centinaia di libri e di immagini storiche, le cime e i boschi altopianesi videro morire migliaia e migliaia di soldati da ambedue le parti, quella italiana e quella austriaca.

Tra le battaglie più sanguinose quella tristemente famosa del giugno 1917, sul Monte Ortigara, dove in 12 giorni caddero 28.000 soldati italiani e 9.000 austriaci. A testimonianza imperitura di quella drammatica guerra esistono ora il monumentale Ossario di Asiago e il museo di Canove di Roana.

 





 

La nostra giornata

Ci siamo trovati in 39 persone tra colleghi e simpatizzanti e siamo stati ospitati da Venerdi 7 a Domenica 9 nell'hotel Erica a pochi passi dalla via principale del paese di Asiago dove abbiamo avuto occasione di poter visitare in tutta tranquillità i vari negozi e gustare i prodotti locali o rifugiarsi in qualche locale per bere qualcosa di caldo.

Le giornate accompagnate da un fulgido sole sono state vissute in modo intenso e dopo la colazione i vari gruppi partivano per andare a sciare chi per le piste di Campomulo, chi per Campolungo o per le piste dei campi da golf che tra l'altro ospiteranno i campionati mondiali di sci da fondo. Tra una sciata e l'altra si è avuta occasione di fermarsi nell'ampia terrazza a chiacchierare e prendere il sole o dentro al rifugio per gustare panini e bevande.

Al ritorno, dopo una doccia ristoratrice, si cenava in un ambiente accogliente con i tipici piatti del luogo e in 4 gruppi di tavoli in modo da poter favorire l'aggregazione. Dopo cena ci si trovava nella sala soggiorno per chiacchierare, rilassarsi con una partita a carte, con altri giochi oppure assistendo alle stravaganti prestazioni del mago Gigi (Facincani) il quale riusciva ad allietare i convenuti con piacevoli suonate al piano o alla chitarra.

 

a cura di Giuseppe Meglioranzi
e Michele Zamboni