<% Set FileObject = Server.CreateObject("Scripting.FileSystemObject") Dir = Request.ServerVariables("SCRIPT_NAME") 'Dir = StrReverse(Dir) 'Dir = Mid(Dir, InStr(1, Dir, "/")) 'Dir = StrReverse(Dir) HitsFile = Server.MapPath("mdb-database\hits.txt") On Error Resume Next Set InStream= FileObject.OpenTextFile (HitsFile, 1, false ) OldHits = Trim(InStream.ReadLine) NewHits = OldHits + 1 Set OutStream= FileObject.CreateTextFile (HitsFile, True) OutStream.WriteLine(NewHits) %>

Home
il Circolo
Programma
Area riservata
Elenco Soci
Modulistica
Contributi Vari
Convenzioni
Servizi On-Line
Appunti
Contattaci
   


Circolo Dipendenti
Gruppo Cattolica di Assicurazioni
Via U. Bassi, 5
37126 - Verona
tel. e fax - 045 8301990

     
FESTA DI CARNEVALE 2003

CARNIVAL STORY

Il Carnevale, periodo antecedente la Quaresima, è l'adattamento cristiano di antiche usanze pagane quali i lupercali (riti di purificazione del 15 febbraio celebrati dai sacerdoti "luperci") e i saturnali (festa popolare dell'antica Roma in onore di Saturno che nel periodo di svolgimento, tra il 17 e il 23 dicembre, annullava le barriere servili e sociali).

A partire dal Quattrocento, il Carnevale sostenne una serie di attacchi repressivi dai moralizzatori dell'epoca: Savonarola (nel 1482), la Controriforma (XVI-XVII secolo) e la Chiesa (nel 1542) giudicavano infatti troppo "pagani" i riti, i festeggiamenti e i banchetti che si svolgevano in quel periodo.

Ciononostante, il Carnevale ha proseguito nel dar vita a nuove forme celebrative: combattimenti tra classi diverse di cittadini o fra circoscrizioni, a colpi di sassi e bastoni (da cui l'uso degli attuali manganelli in plastica); lotte rituali tra rioni e quartieri di una stessa città (a tutt'oggi la battaglia delle arance a Ivrea) o tra cittadine diverse. Questo accadeva per le strade, tra il popolo, mentre nelle quiete dei giardini e delle sale dei sontuosi palazzi, la nobiltà si dilettava in giochi "cortesi" sbalordendosi a vicenda per l'abilità nell'utilizzo delle armi.


Nel tardo Medioevo (attorno al 1450) il travestimento, già in uso nel folklore precristiano quale simbolo della forza vitale e della morte, si diffuse nei carnevali delle città. In quelle sedi il mascherarsi consentiva lo scambio di ruoli (i poveri diventavano nobili e viceversa), il burlarsi di figure gerarchiche, il satireggiare vizi di persone o malcostumi con quelle stesse maschere, oggi note in tutto il mondo, che sono poi assurte a simbolo di città e di debolezze umane.

La tradizione del Carnevale ha fatto sì che ogni regione del nostro Paese vanti una propria originalità richiamando turisti e visitatori da ogni parte del mondo. I più famosi sono quelli di Viareggio e Venezia seguiti, con analoga notorietà, da quello pugliese di Putignano e da quello di Cento, nel ferrarese, gemellato col Carnevale di Rio de Janeiro.

DOLCI USANZE E CURIOSITA'

Proprio perché precede i riti di penitenza quaresimali, in preparazione della Pasqua, il Carnevale rappresenta l'eccesso del divertimento e delle libagioni. La collocazione temporale, a seconda delle regioni, può avere inizio il 26 dicembre, a Capodanno, all'Epifania o alla Candelora, il 2 febbraio.


Incerta, invece, la radice etimologica del Carnevale: c'è chi la farebbe risalire al carrus navalis, carri a forma di nave usati a Roma nelle processioni di purificazione, e chi al carnem levare, tradizione medioevale di consumare un banchetto di "addio alla carne" la sera precedente il mercoledì delle Ceneri, saziandosi fino alla nausea prima dei digiuni quaresimali. Le Ceneri, rito propiziatorio di origine contadina, ben augurale per la fecondità della terra, consisteva nel bruciare in piazza un grottesco spaventapasseri e seppellirne le ceneri proprio quel mercoledì.

Due i carnevali più lunghi d'Italia: Ambrosiano, detto anche "carnevalone", che si conclude il primo sabato di Quaresima, quattro giorni più tardi di quello Romano; Putignano, in Puglia, che inizia addirittura a Santo Stefano e finisce alle Ceneri col funerale e il rogo del fantoccio del Re Carnevale. I coriandoli, tondi di carta colorata (inventati, si dice, da un milanese), all'origine erano semi della pianta di coriandolo ricoperti di gesso, come confetti, da lanciare dai carri e dai balconi.

Durante i festeggiamenti era usanza cucinare dolci veloci, poco costosi, da offrire alla moltitudine di persone che interveniva. Da qui la tradizione dei fritti: acqua, farina e zucchero che ancora oggi, pur con qualche ingrediente in più, si trasformano in fumanti e dorate castagnole, frittelle, zeppole, tortelli, struffoli, frappe, cenci, chiacchiere.

LA FESTA IN MASCHERA

Quest'anno il Circolo Dipendenti ha festeggiato il Carnevale nel Ristorante "Settimo Cielo" di Pescantina dove Venerdi 28 Febbraio detto Gnocolar ci siamo trovati in 135 persone tra adulti, ragazzi e bambini.

La serata è iniziata alle 20.00 con una cena dove si e' gustato un antipasto a base di salumi con schiacciate di pizza e ben tre portate di primi piatti, il risotto al tastasal, dei maccheroncini con un sugo piccante ed i tradizionali gnocchi di patata al pomodoro, il tutto con vino rosso e bianco, acqua e bibite per i bambini. Al termine della cena dopo aver consumato un caffè o un sorbetto ci si è spostati nella sala disco bar dove bambini e adulti sono stati allietati da uno spettacolo di magia, della durata di un'ora, dalla prestigiatrice Linda Blue.

La serata è poi proseguita con la musica del DJ Marco il quale ci ha fatto ballare fino a tarda notte al ritmo di disco dance. Nel bar della sala ci si poteva dissetare con birra alla spina, bibite fresche e acqua a volontà o mangiare classici dolci carnevaleschi disponibili in vassoi sui vari tavoli in un'atmosfera gioiosa fra mille luci e colori.

a cura di Giuseppe Meglioranzi e Diego Pontara